I numeri chiave per guidare la PMI – Giorni medi di giacenza del magazzino: ottimizzare le scorte per liberare capitale

Se l'indice di rotazione ci dice "quante volte" gira il magazzino, i giorni medi di giacenza (o Days Sales in Inventory - DSI) ci dicono "quanto tempo" impiega l'azienda a trasformare le materie prime o i prodotti finiti in vendite.
I numeri chiave per guidare la PMI – Giorni medi di giacenza del magazzino: ottimizzare le scorte per liberare capitale
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Per un imprenditore, questo è il tempo in cui i soldi restano “prigionieri” nel capannone. In un contesto economico dove la liquidità è regina, sapere esattamente per quanti giorni il tuo capitale rimane bloccato sotto forma di merce è cruciale per pianificare i flussi di cassa ed evitare di trovarsi in crisi di liquidità pur avendo il magazzino pieno di merce di valore.

Cos’è e come si calcola

Questo KPI traduce la rotazione del magazzino in un’unità di misura temporale (giorni), molto più intuitiva per la gestione quotidiana.

Si calcola partendo dai dati del bilancio (Stato Patrimoniale per le rimanenze, Conto Economico per i costi), ed è inversamente proporzionale all’indice di rotazione.

La formula standard è: (Rimanenze Medie * 365) / Costo del Venduto

Il risultato ti dirà, in media, quanti giorni passano dal momento in cui una merce entra in magazzino al momento in cui viene venduta.

Interpretare questo dato richiede una profonda conoscenza del proprio ciclo di business:

  • valore basso: indica efficienza. l’azienda converte rapidamente le scorte in vendite. Meno giorni significano meno capitale immobilizzato e minori costi finanziari.
  • valore alto: indica inefficienza. se i giorni di giacenza aumentano anno dopo anno, significa che stai accumulando merce più velocemente di quanto riesci a venderla. È un segnale premonitore di possibili svalutazioni future.
  • il contesto stagionale: attenzione alla stagionalità. Un’azienda che vende panettoni avrà giacenze altissime a ottobre e bassissime a gennaio. Il dato medio annuale va quindi letto con cautela o analizzato su base mensile/trimestrale per essere davvero utile. Un valore di 90 giorni può essere ottimo per un produttore di vini in invecchiamento, ma disastroso per chi vende prodotti tecnologici che diventano obsoleti in poche settimane.

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Perché è strategico per la tua PMI

Ridurre i giorni di giacenza anche solo di poco può avere un impatto devastante (in positivo) sulla cassa. Immagina di fatturare 10 milioni l’anno: ridurre la giacenza di 10 giorni significa liberare quasi 300.000 euro di liquidità immediata senza dover chiedere un euro alla banca.

Questo KPI è fondamentale per negoziare con i fornitori. Se hai tempi di giacenza di 60 giorni, ma i fornitori ti chiedono di pagare a 30 giorni, hai un “buco” finanziario di 30 giorni che devi coprire con le tue risorse o con i fidi bancari. L’obiettivo strategico è allineare il più possibile i giorni di giacenza con i tempi di pagamento ai fornitori, o meglio ancora, vendere la merce prima di averla dovuta pagare.

Un esempio pratico

La “Ferramenta Rossi Srl” ha un magazzino medio di 200.000 euro e un costo del venduto di 800.000 euro.

I giorni di giacenza sono: (200.000 x 365) / 800.000 = 91,25 giorni.

Significa che la merce sta sugli scaffali per circa 3 mesi. L’imprenditore nota che i suoi concorrenti consegnano in 45 giorni. Analizzando il dettaglio, scopre che ha scaffali pieni di viti di una misura che si usa raramente. Decide di smettere di riordinarle e di ordinarle solo su richiesta (“just in time”), abbattendo la media a 60 giorni e liberando spazio e denaro per prodotti più richiesti.

Conclusione e azioni chiave

Il tempo è denaro, letteralmente, quando si parla di scorte.

  • monitora il trend dei giorni di giacenza trimestre per trimestre: se sale, intervieni subito.
  • confronta i giorni di giacenza con i giorni di pagamento fornitori: cerca di avvicinare i due valori.
  • implementa sistemi di riordino automatico per evitare accumuli non necessari.
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