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Commercio al dettaglio, anche a giugno buone notizie: le vendite aumentano dello 0,7%

Commercio al dettaglio, anche a giugno buone notizie: le vendite aumentano dello 0,7%
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Il commercio al dettaglio conferma per un altro mese la sua progressione, facendo segnare un risultato positivo a giugno e continuando la sua rincorsa ai livelli pre-crisi. Istat ha pubblicato mercoledì 4 agosto il consueto aggiornamento sull’andamento del commercio al dettaglio e le notizie sono relativamente buone. A giugno 2021 l’Istituto nazionale di statistica stima un incremento delle vendite al dettaglio pari allo 0,7% rispetto a maggio. Un risultato che è figlio dell’incremento di entrambe le componenti, i beni alimentari e quelli non alimentari. I primi hanno visto incrementare dell’1,1% il valore delle vendite, i secondi “solo” dello 0,3%. I valori in gioco assumono altra portata se raffrontati al mese di giugno 2020, quando ancora la crisi economica del Covid si trovava nella sua fase più acuta. Rispetto ad un anno fa infatti le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento del 7,7%, con un delta ben diverso a seconda della componente analizzata. I beni alimentari infatti limitano la loro crescita al 2,5%, un risultato prevedibile vista la natura dei prodotti in questione, caratterizzata da una domanda rigida che oppone maggiore resistenza alle crisi di breve durata (per quanto acute). I beni non alimentari invece registrano un incremento dell’11,9% e permettono di apprezzare al meglio la portata della ripresa nei dodici mesi (prodotti con domanda elastica e più suscettibili alle variazioni di reddito e potere d’acquisto).

Quasi tutte le categorie di prodotto hanno chiuso giugno 2021 con un aumento delle vendite rispetto a giugno 2020. Costituisce una eccezione la voce “giochi, giocattoli, sport e campeggio”, che accusa un -4,6%, e quella dei mobili, articoli tessili e arredamento, in discesa dello 0,2%. In testa alla immaginaria classifica troviamo l’abbigliamento e la pellicceria con +24,5%, le calzature, articoli in cuoio e da viaggio con +19,2% e gli elettrodomestici, radio, tv e registratori con +19,0%.

Per quanto riguarda invece la forma distributiva sono le imprese operanti su piccole superfici a mettere a segno l’aumento più ampio rispetto a giugno 2020, con un +10,9% tendenziale. Questa variazione è però trainata integralmente dai beni non alimentari dato che, ancora una volta, i beni alimentari venduti da imprese di piccole superfici registrano una variazione negativa (-0,6% rispetto al 2020). La voce che fornisce il miglior risultato resta il commercio elettronico con il suo +23,7% rispetto a giugno 2020.

Allargando lo sguardo al secondo trimestre 2021 il commercio al dettaglio registra una forte ripresa rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Tra aprile, maggio e giugno il valore delle vendite è cresciuto del 2,7% con un +4,4% per i non alimentari e +0,6% per gli alimentari.

“Nel corso del primo semestre del 2021 vi è stato un progressivo aumento delle vendite al dettaglio rispetto all’ultima parte dello scorso anno. Alla lieve crescita congiunturale del primo trimestre è seguita un’accelerazione nel secondo. L’andamento positivo è stato determinato soprattutto dall’incremento delle vendite dei beni non alimentari, che ancora non recuperano pienamente i livelli antecedenti la crisi: a giugno l’indice di questo comparto, al netto dei fattori stagionali, è inferiore del 2,2% rispetto al febbraio 2020”, commenta Istat nella sua nota.

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