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Agevolazioni per start-up innovative e modifiche del piano “Industria 4.0”: il punto della Fondazione Nazionale Commercialisti sulla Legge di bilancio 2020

Agevolazioni per start-up innovative e modifiche del piano “Industria 4.0”: il punto della Fondazione Nazionale Commercialisti sulla Legge di bilancio 2020
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Nuove agevolazioni “Smart&Start Italia” e modifiche degli incentivi per gli investimenti in beni strumentali sono al centro dell’ultima informativa periodica dedicata alla “Finanza aziendale” della Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Con l’ultima legge di bilancio è stata infatti modificata la disciplina relativa a “Smart&Start Italia”, programma a sostegno della creazione di imprese innovative dalla dotazione finanziaria pari a 90 milioni di euro attiva dal 20 gennaio 2020. La misura si rivolge alle start-up innovative in possesso dei requisiti previsti dall’art. 25 del D.L. 179/2012: esse devono essere di piccola dimensione e non costituite da più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda. Possono inoltre presentare domanda di agevolazione anche le persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa, costituzione che deve intervenire entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni. Sono ammessi al programma i piani di impresa di importo compreso tra 100.000 e 1.500.000 euro, che abbiano ad oggetto la produzione di beni e l’erogazione di servizi che presentano almeno una delle seguenti caratteristiche: devono avere (1) un significativo contenuto tecnologico e innovativo oppure (2) sviluppare prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things oppure (3) la valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata. Gli investimenti finanziabili rientrano in specifiche categorie determinate: (1) impianti, attrezzature e macchinari tecnologici, (2) immobilizzazioni immateriali utili al buon esito dell’iniziativa come brevetti, certificazioni, marchi e licenze, (3) personale dipendente e collaboratori a qualsiasi titolo, (4) servizi funzionali alla realizzazione del piano d’impresa e (5) capitale circolante nei limiti del 20% del totale delle altre categorie di spesa. Queste agevolazioni consistono in un finanziamento agevolato a copertura dell’80% dei costi ammissibili, il cui periodo di ammortamento è 10 anni. Le ultime modifiche apportate dalla Legge di bilancio permettono di portare questa percentuale al 90% nei casi in cui la società richiedente sia interamente costituita da donne e/o da giovani di età non superiore ai 35 anni, o preveda la presenza di almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca conseguito da non più di 6 anni e impegnato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio. Le agevolazioni “Smart&Start Italia” presentano un focus particolare per le regioni del sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), per le quali importo del finanziamento da rimborsare si fermerà al 70%, generando un 30% di contributo a fondo perduto.

L’informativa della Fondazione nazionale dei commercialisti si concentra anche sugli incentivi in beni strumentali e per il piano “Industria 4.0”, che con l’ultima legge di bilancio ha subito diverse modifiche. Anzitutto vi è stata la cancellazione del super e iper ammortamento, sostituiti da un nuovo credito di imposta sempre a supporto di nuovi investimenti in beni materiali e immateriali. La nuova misura ha ampliato la platea dei beneficiari, estesa anche ai soggetti in regime forfettario. Per gli investimenti aventi ad oggetto beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese che seguono il modello “Industria 4.0” (Allegato A alla Legge di bilancio 2017) si prevede un bonus pari al 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro e 20% per la quota oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro. Per i beni compresi nell’allegato B alla Legge di bilancio 2017 è previsto invece un credito pari al 15% con un limite di spesa fissato a 700.000 euro. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di apri importo ridotte a tre per gli investimenti che godono dell’aliquota del 15%, a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni. Importante sottolineare che gli investimenti possono essere effettuati anche attraverso leasing: il credito d’imposta in questo caso farà riferimento al costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni. La misura si rivolge in particolare alle imprese che vogliono limitare l’esposizione finanziaria iniziale dell’investimento.

Nel 2020 è attiva anche la nuova Sabatini, con una dotazione finanziaria di 105 milioni di euro. Questa agevolazione consta in un contributo dall’importo pari al valore degli interessi calcolati in via convenzionale su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti ordinari, 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali collocabili nel paradigma “Industria 4.0”, 5,50% a favore delle micro, piccole e medie imprese nelle Regioni del Mezzogiorno e 3,575% a favore dell’acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature ad uso produttivo e basso impatto ambientale.

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