QUESTO ARTICOLO HA PIÙ DI 1 ANNO

Circolare Agenzia Entrate n. 46 del 01.08.2003

Metodologie di controllo differenziate per attività economiche dirette al consumatore finale


Metodologie di controllo differenziate per attività economiche dirette al consumatore finale
Circolare Agenzia Entrate n. 46 del 01.08.2003

Nell’ambito della realizzazione di strumenti finalizzati al miglioramento qualitativo dell’azione di contrasto all’evasione è proseguita l’attività di predisposizione ed aggiornamento delle guide metodologiche di controllo per attività economiche dirette al consumatore finale.
Con la presente circolare si diramano quattro nuove guide metodologiche relative alle seguenti attività:

ATTIVITA’ COMMERCIALI
– Commercio al dettaglio di animali vivi da affezione 52.48.E
– Commercio al dettaglio di merceria e di filati per maglieria 52.41.4 52.42.4
– Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria, cappelli, ombrelli e cravatte 52.43.2 52.42.6
– Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi 52.23.0
Inoltre, a seguito dell’ordinaria attività di manutenzione, viene diramata una nuova versione delle metodologie di controllo relative alle attività di seguito elencate:
ATTIVITA’ DI SERVIZI
– Alberghi e Pensioni 55.11.0 55.12.0
– Stabilimenti balneari 92.72.1
ATTIVITA’ COMMERCIALI
– Commercio al dettaglio di elettrodomestici, radio, TV, giradischi 52.45.1 e registratori 52.45.2
– Commercio al dettaglio di mobili, articoli in legno, sughero, vimini 52.44.1 e plastica 52.44.4
Con riferimento a quest’ultima metodologia di controllo, rispetto alla precedente pubblicazione, è stato inserito, oltre al codice attività 52.44.1 relativo al Commercio al dettaglio di mobili, il codice attività 52.44.4 proprio del Commercio al dettaglio di articoli di legno, vimini ed articoli di plastica.

Ad ogni guida metodologica diramata è allegata la relativa “check list” che riepiloga i controlli obbligatori e facoltativi previsti per l’esecuzione delle verifiche.
Si ribadiscono le istruzioni più volte fornite, da ultimo con la Circolare n. 80/E del 18.10.2002, circa la necessità che le “check list” siano correttamente compilate, coerentemente con i controlli effettivamente svolti nel corso dell’attività di verifica.
L’eventuale mancata effettuazione di controlli obbligatori dovrà essere motivata mediante la compilazione dei relativi campi “nota”.
Si raccomanda di conservare una copia della check list compilata tra gli atti d’ufficio, unitamente al processo verbale di verifica.
I controlli previsti, relativi alla veridicità dei dati comunicati dal contribuente ai fini dell’applicazione degli Studi di Settore, andranno comunque svolti con riferimento al periodo d’imposta oggetto della verifica.
Come espressamente previsto dalle singole metodologie, inoltre, dovrà essere rilevato il personale presente al momento dell’accesso, individuando le mansioni svolte, la data di inizio e la natura del rapporto contrattuale (dipendente, collaboratore, associato, ecc.) al fine di raffrontare i dati acquisiti con quelli risultanti dai libri obbligatori in materia previdenziale e del lavoro.

NB. gli allegati in formato Pdf sono visibili sulla pagina web del servizio di Documentazione Tributaria.

ALTRI APPROFONDIMENTI
Il protocollo di conduzione della composizione negoziata: regole d’ingaggio, gestione delle trattative e doveri dei protagonisti

Il protocollo di conduzione della composizione negoziata: regole d’ingaggio, gestione delle trattative e doveri dei protagonisti

FOCUS TEMATICO
Redazione AteneoWeb
La sezione III del decreto dirigenziale del 23 aprile 2026 aggiorna e sostituisce le precedenti linee-guida del 2021 e del 2023, introducendo una disciplina minuziosa che traduce in buone prassi...
Il collegio sindacale nelle cooperative

Il collegio sindacale nelle cooperative

Redazione AteneoWeb
Le peculiarità dell’organo di controllo nelle società cooperative tra vigilanza sulla gestione mutualistica, requisiti normativi e obblighi connessi al Codice della Crisi d’impresa....
I numeri chiave per guidare la PMI – L’arte di creare ricchezza: il valore aggiunto come motore della PMI

I numeri chiave per guidare la PMI – L’arte di creare ricchezza: il valore aggiunto come motore della PMI

FOCUS TEMATICO
Redazione AteneoWeb
Troppo spesso l'imprenditore italiano si focalizza sul fatturato, dimenticando che vendere molto non significa necessariamente produrre ricchezza. Il valore aggiunto è il KPI che misura quanto l'azienda "aggiunge" alle materie...

Quiz Cybersecurity e Modello 231

La tua azienda è davvero protetta?
Scoprilo in 2 minuti.

Resta sempre aggiornato su fisco, lavoro e normativa

Informazioni chiare e selezionate, pensate per i professionisti, direttamente nella tua e-mail.