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UNGDCEC: Avvisi bonari pre agostani, in continuità con l’impostazione del rapporto di sudditanza del contribuente al Fisco

Inutile parlare di collaborazione tra fisco e contribuente e tra fisco e professionisti, se poi l’Agenzia delle entrate inoltra avvisi bonari tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto: c’è chi magari potrebbe parlare di pura e semplice cattiveria o invece di pura e semplice inettitudine, di certo nessuno può parlare di collaborazione.
Toni tutt’altro che morbidi quelli con i quali l’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili stigmatizza l’ultima ondata di avvisi ricevuti in questi giorni da migliaia di contribuenti in relazione al periodo di imposta 2011.
Questi avvisi implicano tempistiche di valutazione e risposta, da parte dei destinatari e quindi dei loro professionisti, nell’ordine di 30 giorni dall’avvenuta ricezione.
E’ evidente che, in questo caso, ciò si traduce nella necessità di attivarsi durante il mese di agosto, tradizionalmente deputato, almeno in parte, a quelle ferie che, specie liberi professionisti e imprenditori, ben difficilmente possono riuscire a prendersi in altri periodi dell’anno.
Se si pensa che dal decreto sulla spending review è stata rapidamente fatta sparire la norma che avrebbe imposto ai pubblici uffici di chiudere nelle settimane centrali di agosto, diventa sempre più evidente come la pubblica amministrazione e il parastato trattino i privati cittadini da sudditi, calpestandone diritti che per le loro burocrazie interne sono invece da considerarsi inviolabili.
L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili è perfettamente consapevole di quanto possa essere difficile gestire la macchina del fisco italiano, ma di fronte a tali situazioni diviene anche consapevole che buona parte del problematico rapporto tra fisco e contribuenti deriva non tanto dal grado di difficoltà, quanto dal grado di disinteresse e quindi di indifferenza, con buona pace dello Statuto del Contribuente.
Per i giovani commercialisti è davvero giunto il momento di dire basta.

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