Transizione energetica e vincoli di origine nell’iper-ammortamento

L’iper-ammortamento del triennio 2026-2028 introduce requisiti stringenti legati alla sovranità tecnologica europea. Non basta più che il bene sia interconnesso: deve ora rispettare il criterio di origine UE o SEE. Per i beni materiali dell’allegato iv e i software dell’allegato v, l’impresa deve acquisire un certificato di origine o una dichiarazione del produttore; per il software, in particolare, almeno il 50% del valore delle attività di sviluppo deve essere riconducibile a soggetti operanti in Europa.

Un capitolo rilevante riguarda l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Gli impianti fotovoltaici sono ammissibili solo se utilizzano moduli ad alta efficienza (almeno 23,5% per celle standard e 24% per celle bifacciali ad eterogiunzione) prodotti negli stati membri. Tale restrizione mira a coniugare il beneficio fiscale con la crescita della filiera produttiva continentale.
La gestione documentale diventa quindi centrale: la perizia tecnica asseverata e la certificazione contabile sono obbligatorie, eccezion fatta per investimenti sotto i 300.000 euro dove è ammessa la dichiarazione del legale rappresentante.

Data la natura progressiva dell’incentivo, la simulazione finanziaria diventa un passaggio obbligato.

Il software Deduzione Iper Ammortamenti 2026 (ex Legge Bilancio 2026) offre una funzionalità specifica per ordinare i beni in base alla velocità di ammortamento ordinario; questo consente di massimizzare il valore attuale delle deduzioni, garantendo che i beni con ammortamento più rapido abbiano priorità nell’accesso agli scaglioni di maggiorazione più elevati.

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