Il Governo ha a disposizione meno di un mese di tempo per decidere le sorti della riforma della previdenza integrativa.
E già domani sarà chiamato a dare una risposta alle parti sociali, che nelle scorse settimane hanno sottoscritto un documento unitario in cui è contenuto un pacchetto di modifiche al decreto attuativo messo a punto dall’Esecutivo e attualmente al vaglio del Parlamento per il necessario parere.
Le questioni aperte sono ancora molte.
Prime fra tutte quelle relative al capitolo fiscale, al ruolo da affidare ai fondi chiusi e alle compensazioni.
Su quest’ultimo fronte il Governo è orientato a calare la carta della riduzione dei cosiddetti “oneri impropri” (una riduzione del costo del lavoro per compensare le imprese per al perdita del Tfr) e a irrobustire gli stanziamenti per la riforma: dai 150 ai 350 milioni in più.


