La sesta sezione civile della Cassazione con l’ordinanza n. 20211 depositata il 3 settembre ha sentenziato che la sola dicitura "omesso o carente versamento" contenuta in una cartella di pagamento non costituisce adeguata motivazione della pretesa fiscale e ne comporta la sua nullità. Se invece sussistono altri elementi a sostegno di tale motivazione, non valutati dal giudice di secondo grado, il mezzo per impugnare la sentenza non è il ricorso in Cassazione, ma la sua revocazione per errore di fatto.
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Sulle cartelle di pagamento non basta scrivere “omesso versamento”
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