Non si può scaricare sul Fisco la responsabilità di aver perso il treno della sanatoria a causa del mancata restituzione di un credito, riconosciuto con sentenza ancora impugnabile.
Non spetta alcun risarcimento danni al contribuente che sostiene di non aver avuto il denaro necessario per aderire al condono, a causa del comportamento dell’Amministrazione finanziaria.
È quanto affermato dalla Corte di cassazione, con la sentenza 10264 del 20 maggio 2015.
La vicenda trae origine dalla richiesta di risarcimento danni avanzata, con atto di citazione, da un contribuente nei confronti dell’Agenzia delle Entrate colpevole, a detta dello stesso, di avergli impedito di usufruire del condono di cui alla legge 289/2002.


