Il 17 giugno scorso e’ scaduto il termine per il versamento dell’IMU ed il ritardo nel pagamento di questa imposta comporta sanzioni diverse a seconda dei giorni trascorsi dalla scadenza.
I contribuenti titolari di immobili che non fossero quindi riusciti ad effettuare per tempo il versamento e intendano usufruire del ravvedimento operoso entro il prossimo 1 luglio, pagheranno solo una piccola sanzione, che aumenterà di importo a seconda dai giorni trascorsi dalla scadenza. Si pagherà infatti lo 0,2% di interessi per ogni giorno di ritardo.
Andando nel dettaglio, le sanzioni previste sono le seguenti:
– per ritardi che vanno da 1 a 14 giorni: sanzione dello 0,2% dell’imposta per ogni giorno di ritardo, più interessi di mora del 2,5% annuo (Ravvedimento Sprint);
– per ritardi che vanno da 15 a 30 giorni: sanzione del 3% più interessi di mora del 2,5% (Ravvedimento breve).
Per i contribuenti invece che effettuano il ravvedimento operoso dopo un mese (fino un anno dalla scadenza) la sanzione sale al 3,75% (Ravvedimento lungo), sempre con l’aggiunta degli interessi di mora. Si segnala comunque che, nel caso di accertamento fiscale, il contribuente non potrà più usufruire del ravvedimento operoso, e la sanzione in questo caso salirà al 30%. Per poter quindi provvedere a sanare la propria situazione tramite il Ravvedimento operoso e’ necessario che la violazione non sia già stata rilevata dal fisco.


