Non potrà essere nominato curatore chi è stato dichiarato fallito, neppure dopo dieci anni dalla dichiarazione di fallimento.
Il riferimento al leasing traslativo esce dalla norma dedicata alla disciplina della locazione finanziaria.
Come pure è cancellato il riferimento all’apposizione dei sigilli da parte del notaio sui beni dell’imprenditore, una volta dichiarato il fallimento, anche se si trattava di una prassi quantomeno improbabile.
Semaforo rosso, ma solo perché è già previsto dal 1971, sulla richiesta dell’esame pubblico della causa fallimentare.
Ancora da prendere la decisione sulla maggioranza (semplice o qualificata) con la quale il comitato dei creditori può sostituire il curatore.
Sono queste le principali conclusioni raggiunte nella riunione che ieri ha impegnato le delegazioni del ministero della Giustizia, guidata dal Roberto Castelli, e dell’Economia, con il sottosegretario Michele Vietti a fare da regista, sulla messa a punto definitiva della riforma del diritto fallimentare.


