La Suprema Corte di Cassazione, sezione Lavoro, con la Sentenza del 2 luglio – 20 ottobre 2014, n. 22152, ha stabilito la legittimità del licenziamento nel caso in cui non si eseguano i compiti affidati dai superiori.
Il caso ha riguardato un lavoratore licenziato a causa del rifiuto di eseguire i compiti che gli erano stati affidati dal suo superiore.
La Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal lavoratore e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali, sottolineando la giusta causa del licenziamento ravvisata nella “impossibilità intrinseca di prosecuzione del rapporto per recisione del vincolo fiduciario“, riconducibile “alla condotta d’insubordinazione del lavoratore rispetto alle direttive impartite dal suo superiore corroborata nella sua efficacia rescindente dal pregresso comportamento recidivante del lavoratore“.


