Le attenzioni che il Governo riserva ai professionisti spaziano a tutto campo e li “impegnano” in più ruoli:
– come fedeli alleati, attribuendo agli intermediari abilitati compiti e funzioni ancora riservate all’amministrazione finanziaria;
– come “certificatori”, chiamandoli ad asseverare i motivi che giustificano scostamenti dagli studi di settore, ovvero i valori di acquisto di partecipazioni e terreni;
– come potenziali evasori, andando a ritoccare ancora una volta le indagini bancarie;
– come giudici tributari chiamandoli a svolgere le funzioni con continuità e fino a 75 anni di età;
– come difensori dei contribuenti, allargando ai consulenti del lavoro la possibilità di fornire assistenza tecnica in Commissione tributaria;
– infine, come assistenti fiscali a lavoratori e pensionati.
Il professionista non è solo trasformato in un collaboratore del Fisco ma è visto anche nelle sue vesti di contribuente.
Ecco perché nella lotta all’evasione il Governo torna sugli accertamenti bancari, dove però non è del tutto chiaro se la retrodatazione delle nuove indagini patrimoniali e delle nuove metodologie coinvolga solo le imprese o anche i lavoratori autonomi.


