Il governo si spartisce la riforma delle professioni.
Da un lato il ministero dell’università, chiamato a decidere sulle modalità di accesso alle professioni e sull’istituzione di apposite sezioni di ordini, albi e collegi.
Dall’altro il dicastero della salute, in pressing per ottenere le competenze sul riconoscimento di cinque nuovi ordini sanitari.
La novità più rilevante, quindi, è l’inserimento dell’articolo 5, che riguarda il coordinamento con la normativa universitaria.
In pratica, il Miur è ora delegato a emanare i decreti legislativi concernenti il coordinamento tra la normativa degli studi universitari e la disciplina delle professioni intellettuali.
Sempre nell’esercizio della delega, poi, il ministero dell’università è chiamato a decidere sull’istituzione di apposite sezioni di ordini, albi e collegi riservate ai titolari di laurea e ai titolari di laurea magistrale o specialistica.


