Il Garante Privacy interviene sullo schema di decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che fornisce le regole tecnico-operative per l’avvio del processo tributario telematico innanzi alle Commissioni tributarie provinciali e regionali.
Nello specifico, l’Autorità ha chiesto al Mef di modificare o integrare il decreto precisando le modalità di identificazione di chi può avere accesso al Sistema informativo della giustizia tributaria (S.I.Gi.T.) e stabilendo che il Sistema non acquisisca file e non iscriva atti nel registro generale in caso di sottoscrizione non valida o in presenza di atti incompleti, come sembra invece previsto. Questo per evitare il rischio di inserire nel Sistema documenti non validi o non integri, e quindi potenzialmente contenenti dati non esatti.
Il decreto, inoltre, dovrà specificare che le registrazioni delle operazioni di accesso al fascicolo dovranno essere conservate con caratteristiche di inalterabilità e integrità. Tali operazioni, consentite ai soggetti abilitati, saranno infatti registrate e conservate per cinque anni dalla data di passaggio in giudicato della sentenza in un apposito file di log che conterrà il codice fiscale di chi ha effettuato l’accesso al sistema, il riferimento al documento informatico prelevato o consultato, la data e l’ora dell’accesso.
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