Secondo l’allarme lanciato dall’Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l´adeguatezza dei redditi pensionistici, che avverra’ in seguito dell’aumento dell’età pensionabile e alla conseguente riduzione della spesa pensionistica in Italia, potrà rappresentare un problema per le future generazioni di pensionati.
Nel rapporto dell’Ocse sulle pensioni viene infatti evidenziato che, in primo luogo, con il metodo contributivo, i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti, sono quelli più a rischio povertà in vecchiaia. Inoltre, per le persone dai 65 in su non e’ prevista alcuna pensione sociale per attenuare il rischio di povertà.
Dato l’aumento dell’eta’ pensionabile (dal 2021 non si potrà andare in pensione prima di 67 anni e dopo il 2021 questo limite sarà superato), numerose saranno le ripercussioni sul mercato del lavoro e sulle politiche sociali che andranno considerate, nell’ottica di garantire a tutti gli individui di ‘adattare’ le decisioni lavorative e di risparmio alla nuova realtà prevista dalla riforma del sistema pensionistico adottata nel 2011.


