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POS Professionisti: il Ministero dell’Economia conferma che non c’è l’obbligo di possedere un POS in studio

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, rispondendo alla interrogazione parlamentare a risposta presentate dall’In. Causi il 4 giugno 2014 (n. 5-02936) e relativa all’obbligo per i soggetti che esercitano attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito, ha confermato la posizione presa dal Consiglio Nazionale Forense con la Circolare n. 10-C-2014 del 20 maggio 2014.

Nessun obbligo per gli avvocati, pertanto, di possedere un POS in studio.
La norma, come già anticipato dal CNF, prevede piuttosto un onere, non essendo associata alcuna sanzione a carico dei professionisti che non dovessero predisporre della necessaria strumentazione a garanzia dei pagamenti effettuabili con moneta elettronica nel caso in cui sia lo stesso cliente a richiedere tale forma di pagamento.

In tal senso, sembra in effetti deporre il fatto che non risulta associata alcuna sanzione a carico dei professionisti che non dovessero predisporre della necessaria strumentazione a garanzia dei pagamenti effettuabili con moneta elettronica.

“Nel ribadire la necessità di promuovere la diffusione e l’uso dei pagamenti con carte di debito e credito su vasta scala, anche in considerazione della scarsa incidenza dei pagamenti elettronici in Italia, rispetto alla media degli altri Paesi europei, nonché l’eccessivo costo dell’uso del contante per il sistema economico e per i singoli imprenditori”, il Ministero dell’Economia ritiene opportuno che – “al fine di massimizzare i vantaggi connessi all’implementazione della tecnologia nei sistemi di pagamento e, nel contempo, minimizzare l’incidenza degli oneri a carico delle imprese, commercianti e professionisti – vengano attivati una serie di tavoli di confronto con le banche e con gli altri operatori di mercato per ridurre i costi legati alla disponibilità e all’utilizzo dei POS, e sfruttare a vantaggio del sistema i margini di efficienza esistenti, ottenendo così una significativa compressione dei costi ed una soluzione che consenta di superare le difficoltà insite nel cambiamento prospettato”.

Per scaricare il testo della risposta all’interrogazione parlamentare clicca qui.

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