Una parte della delega sulle pensioni scade ma è pronta a tornare in Finanziaria.
Ieri nel giorno del suo primo anno, la riforma Maroni ha perso quattro pezzi pregiati:
– la liberalizzazione dell’età pensionabile,
– la prosecuzione volontaria,
– l’eliminazione del divieto di cumulo,
– il riordino degli enti pubblici di previdenza obbligatoria.
Motivo: scadenza dei termini previsti dalla delega, la legge 243/04.
In teoria si sarebbe dovuto aggiungere anche il capitolo Tfr, ma l’escamotage tecnico del rinvio alle Camere per una nuova valutazione ha dato ossigeno ancora per un mese alla nuova previdenza complementare.
Dei “pezzi” di delega in scadenza ieri si è salvata solo la totalizzazione, cioè la possibilità di “sommare” periodi assicurativi non coincidenti, che attende il parere delle commissioni parlamentari prima del definitivo via libera di Palazzo Chigi.
Va notato, peraltro, che il testo definitivo del decreto prevede la facoltà di cumulo per periodi assicurativi di durata non inferiore a sei anni, e non cinque anni come nelle bozze precedenti.


