In tema di reati di natura fiscale, l’applicazione della pena su richiesta delle parti in causa non dispensa il giudice dal decretare la misura ablativa sul patrimonio dell’imputato.
La confisca va sempre obbligatoriamente disposta sui beni che costituiscono il profitto o il prezzo del reato, salvo che appartengano a persona estranea alla fattispecie delittuosa, ovvero, qualora ciò non sia possibile, sui beni di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente al suddetto prezzo o profitto.
È quanto statuito con la sentenza 28 novembre 2016, n. 50338, dalla terza sezione della Cassazione, in accoglimento del ricorso della Procura avverso il patteggiamento di un imprenditore condannato per evasione dell’imposta sul valore aggiunto per un ammontare di circa 800mila euro.


