Slittano a data da destinarsi le modalità di garanzia e di controllo automatizzate per il rilascio dell’identificativo fiscale.
Rimangono in piedi, invece, gli accessi della guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate presso i locali dove viene svolta l’attività imprenditoriale per sventare eventuali aperture fittizie di posizioni Iva.
Lo stop ai riscontri informatici, ideati per prevenire il fenomeno delle frodi, è stato sancito attraverso un comunicato stampa che ha rimandato a un momento non meglio precisato le nuove modalità per la richiesta di attribuzione di partita Iva, previste inizialmente per il 1º novembre, sulla scorta dell’articolo 37, comma 19, del dl n. 223/2006 (convertito nella legge 248/06).
Nessun cenno, invece, è stato fatto ai controlli di polizia tributaria previsti dal comma 20 della medesima norma, che quindi rimangono operativi.
Le verifiche sul campo, inoltre, interesseranno anche le posizioni aperte prima del 1º novembre 2006.


