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Pagamenti elettronici: dal 1° gennaio 2014 obbligo di accettarli da parte di professionisti e commercianti. Mancano però i decreti attuativi

A decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare, anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito.
A stabilirlo è il comma 4, dell’art. 15 della L. n. 221/2012, di conversione del D.L. n. 179/2012 ("c.d. "Decreto Sviluppo bis).
L’obbligo scatta per tutti i commercianti al minuto, ma anche per i prestatori di opere e servizi come pubblici esercizi, meccanici, saloni di bellezza, società di servizi, e gli studi professionali quali notai, avvocati, geometri, ingegneri, consulenti del lavoro, dottori commercialisti ed esperti contabili.

Il motivo della decisione è da ricercare nella volontà di aumentare i pagamenti in moneta elettronica per combattere l’evasione fiscale. Tutto porterà a utilizzare meno i contanti e quindi a una maggiore tracciabilità dei pagamenti.

Dunque, dal 1° gennaio 2014, i commercianti e i professionisti non potranno rifiutarsi di accettare dal cliente il pagamento delle proprie prestazioni, anche professionali, attraverso carte di debito (circuito bancomat o altri circuiti quali Maestro e V-pay) e dovranno pertanto dotarsi di un terminale abilitato al pagamento elettronico (POS = Point of sale, per bancomat e similari).
Tuttavia, va tenuto presente che il successivo comma 5 del citato art. 15 prevede che venga emanato uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, per disciplinare "gli eventuali importi minimi, le modalità e i termini".
A tutt’oggi non è stato emanato alcun decreto attuativo. Il che potrebbe far dedurre che tutto è al momento congelato!

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