Quando col ricorso per cassazione è denunciato un vizio che implichi la nullità della sentenza o del procedimento e, in particolare, si lamenta l’indeterminatezza dell’oggetto della domanda proposta in primo grado, la corte ha il potere di esaminare e valutare direttamente gli atti e i documenti sui quali il ricorso si fonda, purché la censura sia stata ritualmente formulata ovverosia rispettando il principio di autosufficienza del ricorso.
Fonte: Corte di Cassazione; sezione lavoro; sentenza, 17-01-2014, n. 896 – Massima a cura de “Il Foro Italiano”.


