La legge di Stabilità 2015 ha esteso (dal 2015) l’applicazione del regime del reverse charge alle prestazioni di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relative ad edifici.
La direzione regionale delle Entrate dell’Emilia Romagna in una recente risposta (interpello protocollo n. 954-784/2015) ad un quesito ha chiarito il trattamento da riservare agli impianti "imbullonati/ancorati" agli edifici.
In particolare la DRE con specifico riferimento alla realizzazione di un impianto industriale destinato ad essere allestito all’interno di una fabbrica ha affermato che tali operazioni sono escluse dal reverse charge perché non attinenti all’edificio.
Ai fini del reverse charge quindi, sono assimilati agli edifici l’impianto fotovoltaico sul tetto, nonché gli altri impianti “strutturalmente” connessi all’immobile (contemplati nei codici Ateco da 43.21.01 a 43.29.09), mentre rimangono esclusi i "macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo" (ma non strutturalmente commessi allo stesso: i cosiddetti "imbullonati").


