La richiesta di chiarimenti deve necessariamente precedere la condotta tributaria cui si riferisce, altrimenti la risposta non “impegna”, in nessun modo, né fisco né contribuente.
Con sentenza n. 16331 del 17 luglio, la Corte di cassazione ha statuito che “La risposta all’interpello del contribuente è vincolante per l’Amministrazione Finanziaria soltanto se ha preceduto la commissione dell’irregolarità fiscale”.
Con avviso di rettifica Iva, emesso nei confronti di un’associazione teatrale, l’Amministrazione finanziaria contestava maggiore imposta dovuta per omessa fatturazione di contributi ricevuti in relazione allo svolgimento di attività commerciale.
La contribuente ricorreva dinnanzi alla Ctp, contestando che l’atto impositivo era stato adottato in violazione della risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate all’istanza di interpello dell’associazione ex articolo 11 della legge 212/2000 (Statuto del contribuente).


