L’ILO (International Labour Organization) ha presentato documento “Women at Work: Trends 2016” che ha analizzato l’evoluzione degli ultimi 20 anni (dal 1995 al 2015) del lavoro femminile a livello globale in 178 Paesi.
Tra i principali aspetti analizzati troviamo i tassi di occupazione e disoccupazione, i settori di attivita’ e le differenze salariali.
Nel 2015 il tasso di occupazione delle donne è stato pari al 46%, 26% in meno rispetto agli uomini. La partecipazione femminile è aumentata negli ultimi venti anni, ma rimane fortemente limitata in alcune aree del mondo come il Sud Est Asiatico o il Medio Oriente.
Il tasso di disoccupazione femminile globale è pari al 6,2% rispetto al 5,5% maschile. Nei paesi non industrializzati questo dato è sicuramente influenzato da una difficoltà iniziale di ingresso nel mondo del lavoro legato a un grado di istruzione più basso, ma non solo. Più della metà delle donne sono lavoratrici dipendenti, questo non costituisce però una garanzia circa la qualità del lavoro svolto. Difatti, in molti Paesi, le donne lavorano per la sussistenza familiare, in proprio o tramite accordi informali. Si tratta nello specifico dell’Africa Subsahariana, dell’America Latina e dell’Asia meridionale, dove l’agricoltura è l’attività in cui si concentra maggiormente la presenza femminile.
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