Per il corretto trattamento fiscale del corrispettivo pagato dal subentrante in un contratto di leasing, occorre prima di tutto determinare il valore normale del bene al netto dei canoni residui e del prezzo di riscatto attualizzati. Tale ammontare rappresenta per il cessionario un costo sospeso da ammortizzare a partire dal periodo d’imposta in cui è esercitato il riscatto. L’eventuale somma versata in più rispetto al valore normale “netto” costituisce una spesa relativa a più esercizi, deducibile nei limiti della quota imputabile a ciascun esercizio lungo la durata del contratto.
Risoluzione n. 212/E dell’8 agosto 2007
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