La conversione in legge del decreto del Fare ha confermato:
– il blocco degli espropri degli immobili non di lusso se il debito contestato non supera i 120 mila euro;
– l’aumento a 8 (prima era 2) del numero di rate che si potranno “saltare” in caso di difficoltà, senza perdere il beneficio della rateizzazione;
– l’aumento a 120 (prima era 72) del numero massimo di rate mensili.
Il contribuente potrà anche impedire il blocco dei veicoli strumentali di proprietà che risultano essere fondamentali per l’attività d’impresa o professionale. I concessionari della riscossione non potranno ricorrere immediatamente al fermo amministrativo e il contribuente avrà 30 giorni di tempo per dimostrare sei beni individuati siano necessari per poter proseguire la propria attività lavorativa.
Saranno esclusi da pignoramenti anche altri “beni essenziali”: le Camere hanno delegato l’individuazione delle paniere di beni interessato dalla nuova misura al ministero dell’Economia, che dovrà lavorare insieme all’Istituto Nazionale di Statistica Istat e all’Agenzia delle Entrate per stilare l’elenco dei “beni essenziali”.


