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Lavoratori svantaggiati delle cooperative sociali e fondo di solidarieta’ residuale

La Direzione Generale per l’Attivita’ Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n. 5 del 6 marzo 2015, ha risposto ad un quesito in merito alla corretta interpretazione della disciplina di cui all’art. 3, comma 19, L. n. 92/2012 in materia di Fondo di solidarieta’ residuale, con riferimento alle cooperative sociali di tipo b), di cui alla L. n. 381/1991.

Nello specifico e’ stato chiesto “se sia possibile escludere il versamento del contributo ordinario, pari ad una percentuale delle retribuzioni mensili imponibili ai fini previdenziali, previsto per finanziare il suddetto Fondo, in caso di lavoratori svantaggiati impiegati nell’ambito delle cooperative sociali di tipo b), pur nel contestuale mantenimento del diritto di accesso alla prestazione garantita dal Fondo stesso”.

Il Ministero del Lavoro evidenzia come le suddette cooperative sociali beneficino di un regime speciale per i lavoratori svantaggiati sancito dall’art. 4, comma 3, della medesima Legge, ai sensi del quale “le aliquote complessive della contribuzione per l’assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale (…) relativamente alla retribuzione corrisposta alle persone svantaggiate, con l’eccezione delle persone di cui al comma 3 bis, sono ridotte a zero”.

Dunque tali cooperative, conclude il Ministero, sono esentate per i lavoratori svantaggiati, con l’eccezione delle persone di cui al comma 3 bis (detenuti, internati ecc.), da ogni forma di contribuzione per l’assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale, quale ad es. contribuzione ASPI, contribuzione CIGO/CIGS, pur risultando obbligate ai suddetti versamenti con riferimento ai lavoratori non svantaggiati.

Clicca qui per leggere l’Interpello.

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