Un provvedimento atteso da decenni, che porterà una ventata di trasparenza nel mercato immobiliare e consentirà al Catasto di svolgere assai più agevolmente l’elaborazione delle tariffe d’estimo.
Con la Finanziaria per il 2006 è stato finalmente introdotto il principio in base al quale potranno esser diversi il valore da dichiarare nel rogito e quello su cui applicare le imposte sulla compravendita.
Fino a oggi la regola ufficiale, e mai seguita, era quella di indicare come base su cui applicare le imposte di registro, ipotecaria e catastale il prezzo dichiarato nell’atto o il valore venale del bene, se maggiore del prezzo.
Di fatto, oggi quasi tutti dichiaravano il valore catastale, cioè il prodotto che si ottiene moltiplicando la rendita catastale per i coefficienti di aggiornamento, così sui rogiti appariva sempre un prezzo fittizio.


