E il contribuente non può sottrarsi alla pronuncia e difendersi affermando che il precedente orientamento, nel quale aveva posto affidamento, statuiva un diverso principio di diritto.
Nell’interpretazione di norme sostanziali, il giudice di merito può discostarsi dall’orientamento costante della giurisprudenza di legittimità, se offre un’analisi argomentativa capace di supportare in maniera adeguata l’iter decisionale che ha adottato.
Lo ha affermato la Cassazione, con l’ordinanza n. 174 del 9 gennaio 2015.
I fatti
La controversia riguarda un avviso di liquidazione con il quale l’ufficio ha recuperato l’imposta di registro nei confronti di una contribuente, revocando i benefici “prima casa”, poiché la signora non aveva acquistato il nuovo immobile, da adibire ad abitazione principale, entro un anno dalla vendita dell’appartamento per il quale aveva fruito dell’agevolazione.


