La Corte Ue osserva che gli effetti relativi all’applicazione della futura imposta non sono elementi costitutivi della decisione impugnata che è solo un via libera a cooperare.
La Corte di giustizia europea, con la sentenza del 30 aprile 2014, resa nel procedimento C-209/13, ha respinto il ricorso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord contro l’autorizzazione a instaurare una cooperazione rafforzata nel settore dell’imposta sulle transazioni finanziarie tra undici Paesi membri, tra i quali l’Italia (decisione 2013/52/Ue del Consiglio, del 22 gennaio 2013).
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