La riforma del diritto fallimentare è stata approvata dal Consiglio dei ministri.
«È una sorta di rivoluzione copernicana – ha commentato il ministro alla Giustizia, Roberto Castelli – perché sposta il baricentro della gestione del fallimento dal giudice ai veri attori, il fallito e il comitato dei creditori».
Il decreto legislativo sarà in vigore tra sei mesi, con l’eccezione delle parti sulle limitazioni personali del fallito e sul concordato fiscale, operative subito dopo la pubblicazione in «Gazzetta».
Tra le principali novità la riduzione degli imprenditori che potranno essere soggetti a procedura fallimentare, la ridefinizione delle competenze tra gli organi della procedura e il concordato.


