Non inganna il Fisco la copertura giuridica rappresentata da una società creata ad hoc e dal contratto di collaborazione riguardante attività extra svolte dal proprio amministratore.
Le prestazioni fatturate alla società da parte del proprio amministratore devono ritenersi oggettivamente insistenti quando è provato che dette attività riguardano funzioni già rientranti nel ruolo di amministratore, a fronte delle quali egli riceve dall’ente un compenso omnicomprensivo ed è assente una specifica delibera assembleare che autorizzi tali prestazioni.
Costituiscono indizi gravi, precisi e concordanti a riprova dell’esistenza del reato la constatazione, da un lato, che la società non abbia versato le ritenute sui compensi fatturati e abbia utilizzato le fatture nella propria dichiarazione ai fini delle imposte dirette e Iva e, dall’altro, che l’amministratore abbia omesso di dichiarare al Fisco i compensi extra-fatturati e abbia successivamente costituito una società schermo al solo fine di fornire una copertura giuridica formale agli esborsi.
Questo il sunto della sentenza della Corte di cassazione n. 50629, del 3 dicembre 2014.
Il fatto
La Corte di appello, confermando la sentenza del Tribunale di primo grado, dichiarava colpevole per il reato previsto dall’articolo 2 del Dlgs 74/2000 l’amministratore di una società per aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti.


