L’art. 1 (commi da 37 a 45) della legge di stabilità 2015 (L. n. 190/2015), come successivamente modificati dall’art. 5 del D.L. n. 3/2015 (decreto “Investment Compact”), ha introdotto nel nostro ordinamento un regime di tassazione agevolata (c.d. “Patent Box”), di carattere opzionale, per i redditi derivanti dall’uso diretto o indiretto di alcune tipologie di beni immateriali (quali opere dell’ingegno, brevetti industriali, marchi, modelli, design e software coperti da copyright), sul modello di quanto già avviene in altri paesi europei.
Il dichiarato intento del legislatore è quello di incentivare il “rientro” in Italia degli intangibles detenuti all’estero da imprese italiane o straniere, premiare le imprese che mantengono tali beni immateriali in Italia, e, più in generale, favorire gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo.
La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato un approfondimento (a firma di Paola Rossi e Pasquale Saggese) con le prime indicazioni operative in merito alle problematiche che possono sorgere in sede di prima applicazione della nuova disciplina.


