La Suprema corte, con sentenza n. 1996 del 15 gennaio 2008, che giunge dopo la riforma sui reati finanziari introdotta con il d.lgs. 74 del 2000, ha stabilito che rischia il carcere per dichiarazione fraudolenta non solo il contribuente che inserisce in bilancio fatture per operazioni inesistenti ma anche quello che fa una sovrafatturazione denominata “qualitativa”, facendo figurare costi di molto superiori rispetto a quelli pagati.
Per la Cassazione nel caso in cui la fattura realmente pagata ha un prezzo non congruo non sussiste reato.


