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Italia al 43° posto per competitività

Il World Economic Forum ha pubblicato il Global Competitiveness Report 2011-2012 che vede l’Italia al 43° posto, largamente distanziata dagli altri Paesi del G7 e dietro a Malaysia, Estonia, Cile, Tunisia, Barbados e Porto Rico (ma l’elenco è lungo – leggi il Rapporto completo)

L’Italia beneficia del 9° mercato del mondo che le consente significative economie di scala e continua a far bene nelle aree più complesse misurate dall’indicatore, in particolare la raffinatezza del tessuto imprenditoriale, che la pone al 26° posto, anche grazie alla produzione di beni di elevato valore con uno dei sistemi imprenditoriali migliori del mondo (2° posto). 

La competitività complessiva dell’Italia viene però compromessa da alcune critiche debolezze strutturali:

  • un mercato del lavoro estremamente rigido (123° posto per efficienza del mercato del lavoro)
  • ristrettezze al credito (97° posto  per il sostegno dei mercati finanziari allo sviluppo delle imprese
  • l’alto livello di corruzione e di crimine organizzato
  • una mancanza di indipendenza percepita nel sistema giudiziario, che aumenta i costi per le imprese e mina la fiducia degli investitori: l’Italia è all’88° posto per il suo contesto istituzionale
  • l’inefficienza della burocrazia
  • e il peso delle aliquote fiscali 

 

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