Con la sentenza n. 2290/2014, il Consiglio di Stato, ha ribadito che l’interdittiva antimafia non si collega a fatti e attività oggetto di approfondimento d’ordine penale, bensì ad un quadro che, nel complesso di tutti gli elementi e prescindendo dalle singole circostanze, rende plausibile e giustifica l’adozione dell’interdittiva quale specifica misura di tutela anticipata volta a prevenire e/o stroncare ogni possibile ‘inquinamento’ degli appalti pubblici.
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Interdittiva antimafia: la sentenza n. 2290/2014 del Consiglio di Stato
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