La Commissione Europea ha presentato il Quadro di valutazione denominato “L’Unione dell’innovazione” 2014, consistente in un rapporto annuale che raccoglie i risultati ottenuti nel campo dell’innovazione e della ricerca dagli Stati membri, mettendoli a confronto tra loro e illustrandone i punti di forza e di debolezza.
Sono stati utilizzati 25 indicatori per misurare il rendimento innovativo di un Paese, divisi fra elementi abilitanti che consentono di realizzare l’innovazione, attività delle imprese e risultati che verificano come l’innovazione si traduce in benefici per l’economia nel suo insieme.
I Paesi membri definiti come ‘leader dell’innovazione’ sono risultati essere la Danimarca, la Finlandia, la Germania e la Svezia. Segue il gruppo dei paesi ‘che tengono il passo’, come l’Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovenia e Regno Unito e, tra i paesi considerati ‘innovatori moderati’, troviamo l’Italia, oltre a Malta, Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Lituania, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna.
Il rendimento innovativo del nostro paese cresce, anche se lentamente. E’ infatti cresciuto costantemente fino al 2013 per registrare poi un lieve calo nel corso del 2013.
I punti deboli relativi risiedono nei Dottorandi extraeuropei e nelle PMI innovative che collaborano con altre. I punti di forza relativi si osservano nei Disegni e modelli dell’UE e nelle Co-pubblicazioni scientifiche internazionali.


