Un’organizzazione privata senza scopo di lucro che si dedica principalmente alla produzione di beni e servizi di utilità sociale, che da questa attività ottiene oltre il 70% dei suoi ricavi, e i cui lavoratori sono, per il 30%, persone svantaggiate o disabili.
È questo l’identikit dell’impresa sociale nello schema di decreto legislativo che sarà portato oggi all’esame del Consiglio dei ministri.
Un testo di 17 articoli, per dare attuazione alla delega attribuita dal Parlamento al Governo l’estate scorsa con la legge 118 del 13 giugno 2005.


