La presunzione sui corrispettivi delle vendite potrebbe estendersi al passato.
La nuova regola che, in materia di compravendita di immobili, consente all’ufficio finanziario l’accertamento in base al valore normale, nonostante il contribuente abbia dichiarato un valore automatico congrue, rischia di avere effetto retroattivo e di tradire così in maniera eclatante il principio dell’affidamento e della buona fede. Nessuna norma, infatti, nell’ambito della manovra-bis (decreto legge 223/2006, convertito dalla legge 248/2006), circoscrive gli effetti di questa modifica alle compravendite stipulate dopo la data di entrata in vigore delle nuove disposizioni.


