I costi di ricerca e sviluppo rappresentano un’importante voce di bilancio, in particolar modo per le imprese che operano in settori dinamici e innovativi, in cui rientrano una serie di costi che non sono facilmente attribuibili ad uno specifico esercizio contabile, secondo il principio di competenza economica; per questa ragione il legislatore ha definito delle regole ben precise al fine di limitare la discrezionalità nel trattamento di dette poste contabili.
L’Accademia Romana di Ragioneria ha pubblicato la nota operativa n.13/2015, in cui analizza le novità riguardanti il trattamento dei suddetti costi in bilancio e il bonus per le imprese.
“Da un punto di vista contabile”, si legge nel documento, “era previsto un trattamento diverso per le spese di ricerca applicata e di sviluppo rispetto a quelle di ricerca di base. Le recenti modifiche al Codice civile hanno invece previsto che dall’anno contabile 2016 le spese di ricerca, applicata e di base, dovranno subire il medesimo trattamento contabile.
Tale novità deve essere valutata attentamente specialmente dalle imprese che al 31/12/2015 presentano costi di ricerca applicata capitalizzati”.


