Il Decreto del 16 aprile 2013 del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito la ripartizione tra le regioni dell’anticipazione di liquidità di 5.000 milioni di euro per l’anno 2013 per il pagamento dei debiti del Servizio sanitario nazionale, ai sensi dell’art. 3, comma 2 del Decreto Legge n.35 che prevedeva l’emanazione in via d’urgenza ed entro il 15 maggio, di un decreto direttoriale di ‘aggiornamento’ che provvedesse a definire tale riparto.
Alla data del 31 maggio2013 le Regioni che non hanno presentato al Ministero delle Finanze l’istanza di accesso all’anticipazione della liquidità sono risultate essere la Valle d’Aosta, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia, Marche e Basilicata e le province Autonome di Trento e Bolzano, per un importo complessivo di 278.828.000 euro.
Il Decreto direttoriale emanato, che si configura come decreto di aggiornamento del precedente Decreto del 16 aprile 2013, stabilisce che l’importo non richiesto dalle regioni entro il 31 maggio 2013, pari a 278.828.000, sia ripartito secondo i seguenti termini:
- il 75% (209.121.000 euro) a favore delle regioni Piemonte e Puglia che hanno presentato istanza di accesso alle risorse entro il 30 giungo 2013
- il 25% (69.707.000 euro) a favore delle regioni Emilia Romagna e Lazio che hanno presentato istanza di accesso alle risorse entro il 30 giungo 2013
Il riparto, dice il Decreto, viene effettuato, per ciascuno dei due gruppi, in proporzione alle somme assegnate alle medesime regioni dal Decreto direttoriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 16 aprile 2013.


