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Il Garante della Privacy obbliga ad aggiornare gli archivi dei giornali online

Il Garante della Privacy, con i provvedimenti n. 434 del 20 dicembre 2012 ed il n. 31 del 24 gennaio 2013, sottolinea l’importanza dell’aggiornamento obbligatorio degli archivi storici dei quotidiani online con l’obiettivo di evitare la diffusione di notizie incomplete, inesatte o infondate e per facilitare la reperibilità dei contenuti all’interno di motori di ricerca.

Tutti gli articoli conservati negli archivi online dei giornali dovranno quindi essere catalogati in base all’argomento trattato e correlati da link che permettano di ottenere, in caso di consultazione, un elenco completo ed esaustivo di tutti i dati relativi ad un determinato argomento o vicenda, evitando appunto errori, omissioni o notizie incomplete.
L’aggiornamento costante degli archivi online, implica quindi di contestualizzare ed appunto ‘aggiornare’ le notizie mediante collegamento con altre informazioni pubblicate in seguito al fine di ottenere una quadro esaustivo dell’intera vicenda. Questo fattore assume particolare importanza nel caso di vicende di carattere giudiziario.
Con la dichiarazione di obbligatorieta’ dell’aggiornamento degli archivi, il Garante ha quindi dato ragione e due persone rimaste coinvolte in vicende giudiziarie, per le quali le stesse erano state successivamente assolte, i cui dati erano presenti negli archivi storici online del quotidiano La Repubblica. Negli archivi del giornale erano infatti rimaste consultabili le notizie relative al loro coinvolgimento nella vicenda, senza che le stesse fossero pero’ successivamente aggiornate alla luce della loro completa assoluzione, andando ad incidere negativamente sull’immagine degli interessati.
Il Garante ha quindi stabilito che, ogni cittadini ha il legittimo diritto ad “ottenere l’aggiornamento/integrazione dei dati personali che lo riguardano quando eventi sviluppi successivi abbiano modificato le situazioni oggetto di cronaca giornalistica (seppure a suo tempo corretta) incidendo significativamente sul profilo e l’immagine dell’interessato che da tali rappresentazioni può emergere”, questo a tutela dell’identità’ sociale del soggetto.

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