Una riforma «parziale» e «disorganica» , che rischia di penalizzare i creditori più piccoli e in controtendenza rispetto agli altri Paesi.
Questo, secondo il Csm, il risultato prodotto dal riordino delle procedure concorsuali attraverso la legge 80 del 2005 e lo schema di Dlgs varato dal Governo.
Le critiche investono già l’iter legislativo, viziato da «anomalie rilevanti».
Sulle revocatorie la bocciatura è completa.
L’aumento delle esenzioni dall’azione di recupero mette a rischio la parità di trattamento tra i creditori.
Ne saranno penalizzati i creditori personali del fallito, i professionisti, i fornitori e perfino enti previdenziali ed Erario.
Tanto che i creditori potrebbero trovare più conveniente ritardare il fallimento e farsi valere fuori dalla procedura concorsuale.


