Irrilevante che al momento della perquisizione e del casuale ritrovamento, avvenuti durante una normale operazione di ordine pubblico, non fosse presente l’avvocato.
È legittimo il sequestro di fatture false rinvenute, occasionalmente, nell’ambito di un ordinario controllo stradale, anche in assenza del difensore.
Queste le conclusioni della Cassazione che, nel confermare la decisone della Corte di appello di Firenze, ha reso definitiva, con la sentenza 46233 del 19 novembre, nei confronti di un imprenditore, la condanna per il reato previsto dall’articolo 8 del Dlgs 74/2000, rubricato come "Emissioni di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti".
Fatto
Il caso sottoposto al vaglio della Corte suprema riguarda un imprenditore accusato del reato previsto dall’articolo 8 del Dlgs 74/2000 per aver emesso, a favore di un’azienda, fatture relative a operazioni inesistenti, al fine di consentire l’evasione delle imposte sui redditi e dell’Iva.
Le fatture oggetto d’imputazione venivano sequestrate nell’ambito di un normale controllo stradale finalizzato all’accertamento di violazioni di norme sulla circolazione stradale; il soggetto, per altro, non aveva nessun documento d’identità e risultava avere precedenti di polizia.
Circostanze, quest’ultime, che portavano alla perquisizione del veicolo e, dunque, al sequestro delle fatture false.


