Il mondo della previdenza integrativa non interessa troppo i lavoratori.
E le lunghe fasi di attuazione della riforma del Tfr, su cui stano discutendo Governo e parti sociali, contribuiscono ad accrescere la sfiducia e a ridurre la «credibilità del percorso di attuazione».
Sono le conclusioni cui giunge l’Isae nel capitolo dedicato al Tfr del rapporto su «finanza pubblica e redistribuzione», nel quale sono contenuti i risultati di un’indagine sull’affezione di dipendenti pubblici e privati verso le forme integrative.
I dati parlano da soli:
il 52,7% dei lavoratori dichiara che preferirebbe lasciare il Tfr in azienda e appena il 12,8% afferma di essere favorevole a trasferirlo in un fondo.


