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I compensi agli amministratori di società sono deducibili solo se specificamente deliberati dall’assemblea dei soci

La Corte di Cassazione (sentenza n. 17673 del 19 luglio 2013) ha statuito che, qualora il compenso degli amministratori non sia stabilito nello statuto, è necessaria una esplicita delibera assembleare, che non può considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio, attesa la natura imperativa e inderogabile della previsione normativa, discendente dall’essere la disciplina del funzionamento delle società dettata, anche, nell’interesse pubblico al regolare svolgimento dell’attività economica, oltre che dalla previsione come delitto della percezione di compensi non previamente deliberati dall’assemblea.
Nel caso specifico affrontato dalla Cassazione, l’approvazione del bilancio contenente la decisione relativa ai compensi degli amministratori non è stata ritenuta idonea a configurare la specifica delibera richiesta dall’art. 2389 c.c., salvo che un’assemblea convocata solo per l’approvazione del bilancio, essendo totalitaria, non abbia espressamente discusso e approvato la proposta di determinazione dei compensi.

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