La Guardia di Finanza può ispezionare nei mobili presso il domicilio del contribuente con la semplice autorizzazione di accesso.
È quanto ha chiarito la Cassazione con la sentenza 26ottobre 2005 n. 20824.
La Suprema corte ha confermato la piena legittimità dell’acquisizione dei documenti in quanto non ha comportato misure coercitive per le quali è necessaria, invece, l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica.
Secondo i giudici di piazza Cavour è pertanto priva di fondamento la richiesta del contribuente dell’autorizzazione prevista dall’articolo 52 del Dpr 633/1972.
Questa norma prevede testualmente l’autorizzazione del magistrato quando si procede a perquisizioni personali e all’apertura coattiva di pieghi sigillati, borse, casseforti, mobili, ripostigli e per l’esame di documenti e la richiesta di notizie relativamente ai quali venga eccepito il segreto professionale.
Meno vincoli, quindi, per i militari nella fase di ricerca di documenti o elementi probatori da porre alla base di pretese fiscali.


