Uno degli effetti delle recenti modifiche normativa in materia di reddito d’impresa è quello di avere introdotto una casistica estremamente complessa per quanto riguarda la tassazione delle plusvalenze e la deduzione delle minusvalenze su partecipazioni iscritte nell’attivo circolante o fra le immobilizzazioni.
La novità è riconducibile agli articoli 5 e 5 quinquies del decreto legge 203 del 2005 che limitano, da un lato, l’operatività della participation exemption e, introducono, dall’altro, una disciplina antielusiva che rende indeducibili le minusvalenze su partecipazioni conseguenti alla distribuzione di utili non tassati.
In effetti, sia l’esenzione delle plusvalenze, sia la deducibilità delle minusvalenze dipendono da numerose variabili, quali la classificazione della partecipazione in sede di prima iscrizione, la durata del possesso, le caratteristiche della società partecipata, la circostanza che siano o meno incassati dividendi durante il periodo di possesso.


