Il contribuente che risulti essere l’amministratore di un’impresa e rappresentante legale di un’altra, che utilizzi fatture per operazioni inesistenti emesse dalla seconda società a favore della prima al fine di evadere le imposte, compie reato di dichiarazione fraudolenta.
Lo stabilisce la Corte di cassazione con la sentenza 37349 del 12 settembre 2013, che ha ritenuto colpevole un contribuente che, sfruttando il doppio ruolo di legale rappresentate di una Srl e amministratore di una Sas, utilizzava finte transazioni commerciali (fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) emesse dalla seconda società a favore della prima per evadere il Fisco.


